venerdì 29 ottobre 2010

IL MIO OBIETTIVO

SE ANCHE TU COME ME CREDI FORTEMENTE NEL VALORE DI QUESTO TIPO DI PROGETTAZIONE TURISTICA O VUOI SAPERNE DI PIU' CONTATTAMI :


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SONO ALLA RICERCA DI PRIVATI (AGENZIE TURISTICHE O ANCHE ALTRI ENTI DI QUALSIASI TIPO), O STRUTTURE PUBBLICHE RESPONSABILI DEL SETTORE TURISTICO CON CUI INIZIARE UNA COLLABORAZIONE LAVORATIVA PER REALIZZARE QUESTO TIPO DI PROGETTI.
VI ASPETTO FIDUCIOSA, SONO CONVINTA CHE L'UNIONE FA LA FORZA

giovedì 21 ottobre 2010

NUOVA PROPOSTA TURISTICA UNIAMOCI PER REALIZZARLA

Un tempo la vacanza era per pochi ora, più che mai, la vacanza per tutti intesa come rigenerazione fisica e psichica, innovazione relazionale, diversificazione delle attività ecc. Nella stratificazione sociale, pur omogenea, esistono ancora fra “chi ha” e “chi non ha” seppur nella panificazione del tempo libero. Il turismo relazionale si prefigge di dare anche risposta al bisogno delle famiglie meno abbienti e con carichi familiari onerosi tali per cui o trova soluzioni economicamente accessibili o deve inibire un bisogno indispensabile per la vita.
“La vacanza non è un lusso ma un indispensabile bisogno da soddisfare”
Il turismo nasce sulla spinta di un bisogno estremamente diffuso nel cambio culturale ed economico della società:il passaggio dall’economia della società: il passaggio dell’economia rurale all’economia industriale e post industriale ha dato origine alla urbanizzazione delle persone, alla massificazione abitativa, alla perdita di contatto con la temporalità naturalistica,ed il bisogno di evadere da attività di routine parcellizzate ed estremamente monotone nella loro ripetitività. Un tempo il turismo, nella società rurale, era privilegio dei nobili e dei borghesi che economicamente potevano permettersi castelli seconde case, viaggi, servitù e quant’altro; nella situazione industriale e post industriale la società si è notevolmente omologata e le classi sociali sono abbastanza parificate accomunando così bisogni e risposte agli stessi in modo uniforme. Un tempo la vacanza era per pochi ora, più che mai, la vacanza per tutti intesa come rigenerazione fisica e psichica, innovazione relazionale, diversificazione delle attività ecc. Nella stratificazione sociale, pur omogenea, esistono ancora fra “chi ha” e “chi non ha” seppur nella panificazione del tempo libero. Il turismo relazionale si prefigge di dare anche risposta al bisogno delle famiglie meno abbienti e con carichi familiari onerosi tali per cui o trova soluzioni economicamente accessibili o deve inibire un bisogno indispensabile per la vita.
“Il turismo ai campani”, è lo slogan che sottolinea l’importanza della valorizzazione delle micro-imprenditorialità diffusa.
Come si può continuare a parlare di turismo soltanto puntando sulle coste e tagliando fuori i parchi, le riserve e l’entroterra della Provincia di Salerno?
Inoltre è da sottolineare che attualmente il turismo interno è in netta prevalenza quasi esclusiva rispetto a quello esterno o estero (cosa estremamente negativa).
Sono due i punti sui quali la politica del governo regionale deve fare marcia indietro se si vuole puntare sul turismo. E’ in questa nuova direttrice il turismo relazionale assume un ruolo strategico.
Cosa si intende per turismo relazionale?
Un turismo radicato nel territorio che faccia perno sulla micro impresa e che valorizzi l’immenso patrimonio culturale e naturalistico di cui dispone la Sicilia non solo nei grandi centri ma nei piccoli. Inoltre, questo tipo turismo è strettamente legato alle relazioni umane con un rapporto immediato e diretto tra chi offre il servizio e ne gode.
Cosa si dovrebbe fare allora?
Solo attraverso la creazione di un network tra le varie iniziative si può pensare di creare un’offerta turistica adeguata. La messa in rete oggi è possibile ma anchè condizione indispensabile. E’ l’uso delle nuove tecnologie lo consente. Sto pensando non solo all’informatica e alla telematica ma anche alle energie alternative.
Ma il network per funzionare ha bisogno di servizi integrati. Come potrebbe essere organizzati?
Questo è un punto decisivo. Infatti, occorre sollevare la piccola struttura ricettiva dall’incombenza della ristorazione e degli altri servizi ad essa collegati come la prenotazione,la lavanderia, ecc.
A questa proposito la formazione di associazione locali di operatori potrebbero affrontare a monte il problema. Oggi, ad esempio, il catering, pur nel rispetto delle tradizioni gastronomiche dei luoghi, può essere una soluzione e, nel contempo, una opportunità di lavoro.
Il mio obiettivo generale è quello di promuovere una forma di turismo sostenibile alternativa chiamata “Turismo Relazionale Integrato”; con  questa accezione si intende un particolare settore dell’offerta e della domanda di servizi e beni a valenza turistica relativizzata e fruiti attraverso una combinazione di relazioni.
Interpersonali in cui i soggetti generatori o confezionatori di tali servizi al di là di un mero orientamento alla vendita fanno proprio un atteggiamento di sentita e condivisa ospitalità, mettendo al nudo il proprio patrimonio storico, artistico, folkloristico ed enogastronomico.
Il turismo relazionale è un turismo che, oltre a favorire tra le diverse realtà, amplifica la possibilità di arricchimento culturale, di promozione e di valorizzazione delle risorse territoriali.




mercoledì 20 ottobre 2010

A CHI VENDERE?

Il primo passo che un'azienda deve compiere per operare le proprie scelte è quello dell'acquisizione delle informazioni necessarie inerenti al mercato, ai gusti dei clienti, ecc. Le ricerche si articolano nelle seguenti fasi:


·    determinazione degli obiettivi;
·    raccolta dei dati;
·    analisi dei dati.
Premesso che i dati possono essere rappresentati in diversi modi, affinché siano di facile comprensione, i metodi utilizzati si possono suddividere in due categorie:
1. rappresentazioni grafiche;
2. rappresentazioni numeriche.
Tra le prime, ricordiamo:

·        i diagrammi cartesiani, indicando sull'asse delle ascisse (asse delle x) il tempo e sull'asse delle ordinate (asse delle y) il fenomeno analizzato. Per ogni asse, si stabiliscono a priori il numero di dati da inserire e la scala di rappresentazione;

·        gli ideogrammi, cioè i simboli o le figure;

·        gli istogrammi, cioè i diagrammi raffiguranti superfici, per evidenziare le differenze quantitative dei fenomeni;

·        i cartogrammi, cioè ad esempio le cosiddette "torte", per evidenziare in termini statici la diversità delle grandezze.
Tra le seconde, ricordiamo:
·                                     i numeri, inseriti in tabelle
·                                     i numeri indice, sempre inseriti in tabelle, utilizzati per calcolare le variazioni relative che intercorrono nel tempo e nello spazio tra due manifestazioni dello stesso fenomeno (con un valore di riferimento di norma uguale a 100).

giovedì 14 ottobre 2010

L'UTILITA' DEL MARKETING TURISTICO

Il marketing può essere applicato in tutti i campi. La consapevolezza dell'importanza del turismo per l'intero sistema economico di un dato Paese, unita alla necessità delle imprese ricettive di saturare la loro capacità ricettiva e alla necessità delle agenzie di viaggio di collocare sempre nuovi prodotti, hanno consentito al marketing di entrare nel settore turistico.

Il ciclo di vita del prodotto

Un'attenzione particolare merita l'analisi del prodotto che ha, come gli esseri viventi, un ciclo di vita composto da quattro fasi: introduzione, sviluppo, maturità e declino. L'analisi del ciclo di vita consente ad una qualunque azienda di capire il comportamento da tenere nei confronti dei clienti. Affinché non si prendano decisioni errate, è però necessario:
1. individuare con precisione l'oggetto dell'analisi. Infatti, il ciclo di vita può riguardare un prodotto nel senso più ampio o più limitato del termine: l'automobile come mezzo di trasporto, le automobili prodotte dalla FIAT; l'automobile "Fiat Punto";
2. individuare il mercato di riferimento di quel prodotto, cioè la domanda (con gli acquirenti reali e potenziali) e l'offerta (con i produttori e venditori reali e potenziali);
3. comprendere in quale  fase del ciclo di vita il prodotto considerato si trova.

Quest’ultimo aspetto va individuato con riferimento alla domanda e all’offerta del prodotto:
a) l'introduzione è la fase in cui la domanda è molto bassa: pochi acquistano il prodotto, anche perché non lo conoscono. Il prezzo è di conseguenza basso;
b) la fase di sviluppo è caratterizzata da un aumento sempre maggiore della quantità venduta, a fronte quindi di una domanda crescente. Il prezzo aumenta e il prodotto assume caratteristiche sempre più definitive, seguendo le preferenze dei consumatori;
c) la fase di maturità viene raggiunta quando tutti i potenziali consumatori acquistano il prodotto, ad un prezzo ormai stabilizzato. I venditori, per riuscire ad incrementare le vendite, devono offrire un prodotto sempre migliore, non tanto negli aspetti di base, quanto in elementi prima considerati secondari o superflui;
d) la fase di declino rappresenta il momento in cui il prodotto viene acquistato sempre meno, in quanto non soddisfa più in modo adeguato il bisogno.

Il    prodotto turistico

Il prodotto turistico può essere considerato un insieme di fattori ambientali e strumentali; in questo caso ci si riferisce al prodotto inteso come "area turistica": si parlerà allora di prodotto Italia, di prodotto Lombardia, di prodotto Milano, ecc.
Nel caso dell'impresa ricettiva, il prodotto è costituito dall'albergo stesso; nel caso delle imprese Tour Operator (il settore che più ci interessa) il prodotto consiste nel pacchetto di viaggio, inteso come un insieme di servizi turistici e di trasporto.
Nell'applicare il modello del ciclo di vita del prodotto al campo turistico, prendiamo in considerazione una località turistica (prodotto Alghero, per esempio), in cui:
1. l'introduzione coincide con la scoperta della località come meta turistica; in tale fase i turisti non sono molti e possono essere considerati dei pionieri amanti della natura incontaminata; i Tour Operator non sono ancora intervenuti nella pubblicizzazione della località;
2. lo sviluppo vede un rapido aumento di turisti e i Tour Operator inseriscono la località nei loro cataloghi; è senza dubbio una fase piena di vitalità caratterizzata dagli investimenti di massa;
3. la maturità vede gli arrivi e le presenze globali di turisti aumentare, ma in maniera più lenta;
4. il declino, infine, vede un sensibile diminuire degli arrivi dei turisti e quindi delle presenze nella località. Le cause sono attribuibili al degrado ambientale rispetto ad altre aree e alla scoperta di altre mete da parte dei Tour Operator.

I turisti chiedono ed ottengono sempre di più: non più le spiagge con alberghi di piccole dimensioni, ma viaggi organizzati dove ci si deve solo preoccupare di raggiungere l’aeroporto di partenza!
A partire dalla fine della seconda guerra mondiale, molti prodotti sono entrati nella fase di maturità; per tutti i produttori, quindi, l'aspetto più importante della gestione non è più la produzione, ma il marketing, cioè soddisfare sempre più esaurientemente le richieste dei clienti, fino a creare "prodotti" su misura sempre più personalizzati.
Il turismo non sfugge a questa regola, proponendo viaggi organizzati, ma con combinazioni sempre più specifiche per le diverse esigenze. Si parla, in questi casi, di orientamento al mercato, cioè di un atteggiamento opposto all'orientamento al prodotto, sufficiente quando un prodotto è ancora in fase di sviluppo.
L'orientamento al prodotto è un insieme di decisioni che si basa sulla certezza della vendita del proprio prodotto. L'orientamento al mercato è un insieme di decisioni che si basa sull'analisi delle richieste specifiche della clientela: il profitto viene raggiunto soddisfacendo il cliente.

A tale scopo l'insieme dei clienti viene segmentato, cioè diviso in gruppi omogenei che presentano bisogni omogenei soddisfacibili con un unico prodotto; tali clienti diventano un target (termine inglese che letteralmente vuol dire bersaglio), cioè un segmento-obiettivo daraggiungere, utilizzando gli strumenti del marketing-mix.. Il mercato turistico viene segmentato sulla base di elementi quali classe sociale, reddito, età, motivazioni, area geografica di provenienza, sesso, professione. Così, per quel che concerne l'età, si distinguono le seguenti fasce:

1.      under 13, cioè i bambini fino a 12 anni;

2.      teen-ager, cioè ragazzi con età compresa tra 13 e 19 anni

3.      giovani con età compresa tra 20 e 26 anni;

4.      adulti, con età compresa tra 26 e 60 anni;

5.      anziani over 60, cioè con età superiore a 60 anni.

In questa classificazione, prendendo ad esempio in esame il mercato teen-ager, il prodotto offerto dagli operatori turistici riguarda:

· il turismo scolastico

· i soggiorni all'estero per lo studio delle lingue.

Dopo aver a lungo studiato il prodotto da pubblicizzare, il responsabile del marketing deve definire la giusta clientela, ossia quella che, con maggior probabilità, lo acquisterà. In questo caso il target è rappresentato da studenti di scuole medie superiori provenienti da famiglie di reddito medio o medio-alto.

IL PRIMO PASSO....IL MARKETING

CHE COS'E' IL MARKETING AZIENDALE

E’ l'insieme di tutte le attività aziendali che riguardano un prodotto o un servizio, dalla conoscenza del mercato ed identificazione dei bisogni del consumatore all'ideazione del prodotto o servizio; dalla produzione alla distribuzione; dalle varie forme di comunicazione alle vendite ed ai controlli di andamento di mercato sul comportamento dei consumatori e sulle reazioni dei concorrenti. In sintesi il marketing è la realizzazione delle vendite.
Le decisioni riguardanti A CHI VENDERE vengono definite strategiche, poiché definiscono quali sono i bisogni che l'azienda vuole soddisfare e qual è l'area geografica dei clienti di riferimento; tali decisioni hanno un orizzonte temporale molto ampio (oltre i cinque anni).
Le decisioni riguardanti COSA VENDERE vengono definite tattiche, poiché definiscono il prodotto nelle sue caratteristiche, nonché il prezzo di vendita ed hanno un orizzonte temporale da uno a cinque anni.
Le decisioni riguardanti COME VENDERE, infine, vengono definite operative, poiché definiscono la pubblicità, cioè le azioni per far conoscere il prodotto, e le modalità di distribuzione del prodotto stesso. Queste decisioni hanno un orizzonte temporale di uno-due anni. Con il termine di "orizzonte temporale" si intende il periodo di tempo in cui l'azienda non può modificare (se non sopportando conseguenze molto negative) una decisione. La Eiat, per esempio, non può decidere oggi di non produrre più automobili per dedicarsi ad altre attività: la sola notizia che modifica i bisogni di riferimento porta a notevoli perdite di fiducia da parte dei mercati. Il prodotto ed il prezzo, viceversa, possono essere modificati anche in pochi anni.
Le decisioni definite tattiche ed operative, cioè quelle riguardanti prodotto, prezzo, pubblicità e distribuzione, sono denominate, con terminologia anglosassone, marketing-mix. In particolare si parla delle quattro P del marketing-mix, dalle iniziali delle corrispondenti parole in lingua Inglese: Product, Price, Promotion, Placing.
Tutte le decisioni, comprese quindi quelle di marketing, si basano sulle informazioni a disposizione. Nel caso del marketing, le informazioni si basano sulle ricerche di mercato e riguardano, tra l'altro, le dimensioni del mercato (cioè il numero dei clienti potenziali), le tendenze presenti e future (cioè il prodotto che i clienti chiedono per soddisfare i propri bisogni) e la quota di mercato (cioè il rapporto tra le vendite di un'azienda e le vendite totali delle aziende che vendono il medesimo prodotto).
Il processo di programmazione per lo svolgimento dell'attività di marketing si riassume e si formalizza nel Piano di marketing.